Biografia

Nato ad Acerra l’8 giugno 1935 e scomparso a Napoli nel 2001, Angelo Manna fu un popolarissimo giornalista e politico degli anni ’70 e ’80.
Assunto a Il Mattino” nel 1960, Giovanni Ansaldo, si occupò come inviato speciale di cronaca nera, sport, spettacoli, avvenimenti culturali. Successivamente divenne specialista del “Sessantotto” e del “Terrorismo” nostrano e internazionale, coordinando i servizi riguardanti le stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l’Italicus, gli assassinii dei magistrati, Bologna, ecc. Si occupò anche delle Olimpiadi di sangue di Monaco di Baviera.
Nel 1976 fu il primo giornalista televisivo d’assalto d’Italia, “me vojo appeccecà con tutti ci state?” Così aprì la prima puntata della sua rubrica settimanale che chiamò “Il Tormentone” . Divenne tanto popolare in Campania e in tutto il Sud, che, candidato indipendente alle elezioni politiche del 1983, fu eletto deputato a furor di popolo con 82 mila voti validi e più di 30 mila annullati, secondo ad Almirante nelle liste del MSI. Fu confermato nella successiva consultazione elettorale.
Nel 1991 fondò il “Fronte del Sud“, movimento politico che riscosse successo più in ambito culturale che elettorale. Nel 1992, nella stessa circoscrizione, fu candidato per la Lega delle Leghe.
L’impegno di Angelo Manna nel campo della ricerca storica e della letteratura napoletana fu assai rilevante. Egli ha scritto diversi libri e prefazioni durante la sua carriera. Le sue opere riguardano prevalentemente la storia e le origini di Napoli, la dinastia angioina ed aragonese, la questione meridionale, il brigantaggio e la poesia. Raggiunse l’apice del successo letterario con “L’Inferno della Poesia Napoletana”, silloge di versi proibiti composti da svariati letterati napoletani, come Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo; in allegato all’opera vi è un altrettanto famoso audiolibro recitato dall’attore Aldo Giuffrè.
Attraverso i numerosi scritti ha tentato di risvegliare le coscienze dei suoi conterranei con uno stile spesso aggressivo, sanguigno, ma sempre appassionato. E’ auspicabile che qualcuno, uscito finalmente dal “gregge”, ne raccolga il testimone e, imboccata la strada additata, la prosegua nel solco da Lui tracciato con tanta passione.

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