Candidato indipendente alle elezioni politiche del 1983, fu eletto deputato a furor di popolo (82 mila voti validi e più di 30 mila annullati) nella lista del MSI. Fu confermato nella successiva consultazione elettorale.
Dagli scranni di Montecitorio avanzò diverse proposte a difesa del Sud e della sua cultura, come: l’insegnamento obbligatorio della “lingua napoletana” nelle scuole pubbliche, preclusione degli appalti campani alle imprese del Nord, fondazione di un Ente di tutela e valorizzazione della canzone napoletana. Infine propose che “ ‘O Sole Mio” venisse dichiarata “bene popolare” e che a Napoli venissero destinati i diritti d’autore.

Era il 4 marzo del 1991 quando, nella Camera dei Deputati, pronunciò una storica interpellanza con la quale chiedeva al Ministro della Difesa, rappresentato in quella seduta dal sottosegretario Clemente Mastella, di togliere il segreto di stato dall’archivio dell’esercito italiano e su tutti quei documenti comprovanti “gli intenzionali bestiali crimini perpetrati dalla soldataglia piemontese” ai danni delle popolazioni inermi delle “usurpate province meridionali”.

Caro Direttore,
Permettimi di inviare questa lettera aperta di fine d’anno ai miei colleghi parlamentari napoletani e ai miei colleghi consiglieri comunali napoletani…

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