E'
volato nel Paradiso dei
Puri un Grande Napoletano:
Angelo Manna!
Molti di voi ricorderanno,
agli esordi di "Napoli
Canale 21", questo
pittoresco personaggio,
dalla battuta sagace e
dalla tempra guerriera
che inneggiava all'Orgoglio
Meridionale ed al Riscatto
della sua Identità
il popolo del Sud. Possedeva
eccelsa cultura, tanto
da tradurre testi da lingue
arcaiche. Tuttavia si esprimeva
in napoletano, con colorite
espressioni, per far giungere
il suo messaggio e la sua
solidarietà di meridionale
ai meridionali meno istruiti
e meno fortunati. Era questa
sua modestia a renderlo
GRAN SIGNORE.
E' stato per anni uno dei
più validi giornalisti
del quotidiano "Roma"
di Napoli. E' stato la
VERITA' e l'ANIMA personificate
del nostro popolo, della
nostra bella città
che egli ha amato più
di una donna. Come accade
a tutte le persone schiette
e sincere, è stato
spesso osteggiato e schernito
dal potere precostituito
ma ha tenuto fede, fino
all'ultimo, ai suoi ideali,
alla sua verace e straripante
NAPOLETANITA'!
E' stato il mio Maestro
e lo piango e lo ... rimpiango.
Sarebbe doveroso tributargli
il più caldo e tenero
omaggio, ricordandolo come
merita: un illustre nostro
concittadino.
‘Nu Lazzaro e 'Nu Rre !
Marina Salvadore 13 giugno
2001
Sarebbe
bello poter intitolare
ad Angelo Manna un premio
per l'Orgoglio Meridionale",
organizzato dal Movimento
NeoBORBONICO, da CONTROCORRENTE,
IL GIGLIO, l'ALFIERE eccetera...,
con adeguata manifestazione
annuale che andrebbe a
premiare i meridionali
che si sono distinti nel
compito della diffusione
dell'amore patrio, con
mezzi espressivi diversi:il
giornalista,lo scrittore,
il pittore, il "brigante"...
l'emigrante o il cantante
piuttosto che il poeta
o il "posteggiatore"....
Gaeta o Napoli ne sarebbero
la sede più indicata!
Vogliamo provarci?
Marina Salvadore
Condivido
tutto e sono d'accordo
con te sul progetto (potremmo
iniziare il tutto con una
messa in suffragio fra
un mese): è stato
lui ad insegnarmi il Sud...
Noi siamo andati ai suoi
funerali mercoledì
e abbiamo coperto la sua
bara con la nostra (la
sua) bandiera...
Gennaro De Crescenzo Pres.
Mov. NeoBorbonico
Mi
associo all'idea e, ovviamente,
alle condoglianze.
Il sito duesicilie.org
è a disposizione
Carmine Colacino - Univ.
Basilicata PZ
Non
ho avuto possibilità
di conoscerlo. Parlatemi
di lui. Leandro
Mi
associo, W Angelo Manna
proporrei di dedicare uno
spazio alla sua biografia,
si potrebbe, ad esempio,
inserire nel prossimo numero
di "due sicilie"
o, se non fosse possibile,
mettere l'autobiografia
nel sito di due sicilie.
Larosa
Compatrioti,
La grande anima di Angelo
Manna è volata in
cielo. I suoi insegnamenti,
il suo amore per la nostra
patria comune hanno tracciato
nei nostri cuori la fede
incancellabile dei grandi
uomini.
Antonio Ciano - Gaeta
Ecco
il testo del telegramma
che il sottoscritto ha
inviato alla famiglia del
nostro compianto Angelo
Manna a nome di tutti i
compatrioti del Sud:
LA GRANDE ANIMA DI ANGELO
MANNA E' VOLATA ALTA LIBERANDO
IL CORPO MATERIALE DALLE
SOFFERENZE E DAGLI AFFANNI.
I COMPATRIOTI E GLI AMICI
DI SEMPRE, ILLUMINATI DAL
SUO INSEGNAMENTO DI VITA
E DI PENSIERO, TESTIMONIANO
COMMOSSI LA LORO GRATITUDINE
E DEVOZIONE, E’ VISSUTO
COME HA PENSATO, RICEVENDO
UNA SOLA GRANDE RICOMPENSA:
LA GIOIA SPIRITUALE CHE
SOLO IL GIUSTO POSSIEDE.
Ho
dedicato ad Angelo un capitolo
del mio libro, lo accomuno
a Gramsci nel suo Meridionalismo.
Ne avevo parlato con lui
a Gaeta, nella trattoria
Masaniello ove eravamo
soliti rifugiarci.
L'ultima volta che ci siamo
visti si è fermato
con la macchina nei pressi
dei bastioni dell'Annunziata,
è stato fermo un
quarto d'ora, mi ha detto:
"Antò, lasciami
osservare il silenzio e
la sacralità di
questi luoghi".
Da lì si osservava
il castello Angioino -
Aragonese, in tutta la
sua maestosità,
sotto i riflettori e ad
un tratto sento la sua
voce roca: "Antò,
sento ancora le cannonate
dei piemontesi". Ed
io: "Angelo, le sento
tutti i giorni, le senti?
Poi, quando leggono e mi
dicono incazzato che devo
rispondere? Niente, io
sono di Gaeta cazzo e le
bombe e le cannonate le
sento proprio tutte, come
sento le fucilazioni dei
bersaglieri, come sento
le grida della gente di
Pontelandolfo, di Casalduni,
di Venosa, di Barile, di
Gioia del Colle, di Scurcola,
di Montefalcone, di Teramo,
di Bronte..." Quante
volte abbiamo pianto assieme!!
Caro Angelo, grazie per
quello che hai fatto per
tutti noi, grazie a te
abbiamo riacquistato l'orgoglio
e la dignità.
Ciano
Mi
associo al cordoglio sincero
di Marina; io desidero
ricordarlo nella prefazione
all' Inferno della poesia
napoletana, recitazione
di Carlo Giuffrè.
Cosa distingue il genio,
il maestro l'artista, dall'uomo
qualunque? L'unanime rimpianto
e la comune tristezza che
assale coloro i quali abituati
a bilanciare i conti con
la propria coscienza tutti
i santi giorni, si rendono
conto di quanto squallore
ed ignoranza ci circonda
e ci schiaccia la vita.
ANGELO MANNA: P R E S E
N T E!!
Salutiamolo a capo scoperto.
Cumbaceiro – Raffaele De
Luca - Rio de Janeiro
Con
la morte di Angelo Manna
scompare non solo un ottimo
uomo politico ma un grande
galantuomo di vecchio stampo
che attraverso alcuni indovinati
programmi televisivi seppe
mettere in guardia i napoletani
contro i pericoli d'una
classe dirigente ladrona.
L'ho conosciuto personalmente
negli anni '80 ed ho potuto
ammirarne la grande signorilità
e disponibilità.
Uomo di vasta cultura sotto
l'aspetto un po' burbero
nascondeva una grande e
traboccante umanità.
I partenopei debbono molto
a quest'uomo e spero che
prima o poi sia ricordato
almeno in toponomastica.
Luciano Somma - poeta -
Napoli
Non
l'ho mai conosciuto di
persona. Lo ricordo nelle
sue trasmissioni a Canale
21, quando si scagliava,
con un linguaggio chiaro
e rivolto a tutti, contro
i mali passati e futuri
del Meridione.
Un addio ad un Grande Professionista,
capito dal Volgo, dimenticato
dai colti.
Gennaro Agrillo - Lazzaro
Napoletano
Pianga
il popolo meridionale la
scomparsa di un combattente
per la riscossa dalla sudditanza
"italiaunita"
del suo paese, pianga,
ma non disperi, gli insegnamenti
del TORMENTONE non saranno
sparsi al vento. Precursore
dei tempi, ebbe il coraggio
dell'identità nel
periodo dell'internazionalismo
sinistroso, la sfacciataggine
del guaglione in periodo
di lecchinaggio borghese,
l'intelligenza del network
quando oggi si fanno ancora
le riviste "rivoluzionarie".
MA POI VENNE PRESO DAL
PERSONAGGIO diventò
parlamentare (fra i migliori
e prolifici della sua legislatura)
e volle cambiare le sorti
del sud con le leggi del
parlamento ITALIUNITO,
TENTÓ LA REPUBBLICA
CON I SOLDI DEL RE, lasciò
Napoli, i suoi figli sparsi
nell'area partenopea, le
sue goliardie festose,
i suoi gesti egocentrici
e spacconi... ed andò
a Roma.
Addio, la rete del parlamentismo
partitocratico lo prese
a laccio e mentre si dibatteva
su interrogazioni parlamentari
e chissà cos'altro,
la gente, 'o popolo, che
si era scaldato, finalmente
arrabbiato, finalmente
scosso, venne ripreso alla
catena del ragionamento.
Angelo Manna stracció
l'apatia e la rassegnazione
di noi meridionali, rivoluzionari
e padri di famiglia, quando
era qui, quando era con
noi.
Lontano da Napoli la mente
dei napoletani ebbe il
sopravvento sugli istinti
ed il cuore si rassegnò
alla convenienza o (nella
maggior parte dei casi)
ai ricatti dei partiti.
Un altro "re"
ci aveva lasciato. Nel
frattempo, ed in contemporanea
a quanto scritto, un suo
allievo inconsapevole,
e certamente meno bravo
con le interrogazioni parlamentari,
affiggeva manifesti nelle
valli lombardi e quando
divenne deputato restó
lontano, molto lontano,
da ROMA LADRONA. Poi venne
a Roma, ma da Ministro.
Chi ebbe fame (soprattutto
di giustizia e dignità)
si accontentò delle
briciole, chi da più
di cento anni mangia tutte
le pietanze (ai danni di
noi meridionali) fino alla
frutta VOLLE PURE IL DOLCE.
Poi MANNA tornò,
sí tornò
a Napoli, il suo allievo
inconsapevole gli aveva
dimostrato che "si
poteva fare" si potevano
svegliare i popoli senza
la morfina dei vecchi partiti.
Lui tornò e tentò.
Tentammo... andò
male... ormai era tardi,
il treno da lui avviato
si era fermato al nord,
in rigetto alla lega nord
anche chi solo due anni
prima cantava l'internazionale
e la morte dell'orgoglio
nazionale (ai loro occhi
sempre troppo fascista)
si era stampato la targa
di italiano doc sul petto
ed aveva insegnato l'inno
di Mameli ai propri figli.
Pure gli "amici"
del suo vecchio partito,
a cui aveva dato 83.000
e piú voti gli girarono
le spalle, anzi semplicemente
non lo capirono.
Comprensibile, incomprensibile
non farsi vedere nemmeno
al suo funerale, a cui
erano presenti alcuni rautiani
di oggi e di ieri che almeno
hanno capito che l'identità
di un popolo non si scontra
con l'idea di nazione se
essa rappresenti il rispetto
di TUTTI i suoi partecipanti,
ed erano presenti alcuni
nostalgici di una monarchia
che più che considerarsi
decaduta si considera totalmente
francese. Nei campi elisi
dei meridionali, caro brigante
del tormentone, avrai visto
tutti al tuo funerale,
rautiani senza rauti, neoborbonici
senza Borbone, strette
di mano alla "io ci
sono", manifesti firmati
Strasburgo e tanti altri.
Tu li avrai visti tutti,
fra tutti forse c'era qualcuno
che potrà raccogliere
il tuo testimone, il SUD
ASPETTA, IL SUD NON MOLLA.
Addio per ora, ma ti assicuriamo
che non molleremo, non
dispereremo e solo quando
un giorno ci rincontreremo
insieme a chi ci a preceduto
e a chi verrà dopo
di noi, potremmo riprendere
chitarre e tammorre, e
bestemmiare insieme come
piaceva a te.
Jovis - Napoli
Grazie
Marina per il ricordo di
Angelo Manna che hai voluto
condividere con la lista.
Ricordo l'emozione di quando
un giorno ebbi l'onore
di conoscerlo di persona.
Non ricordo l'anno, ma
fu sicuramente in occasione
di una presentazione di
un libro di storia patria
al Circolo della Stampa.
Per me adolescente Angelo
Manna rappresentava una
figura monolitica di uomo
tutto d'un pezzo, un uomo
che credeva nei valori
che hanno accompagnato
la mia crescita civile
a Napoli, prima di essere
costretto dalla disoccupazione
a cercare un futuro altrove.
Non potrò mai dimenticare,
oltre ai concetti che così
schiettamente esprimeva,
la sua voce, la sua particolare
simpatia ed il suo fortissimo
accento partenopeo. A lui
sono legati anche i miei
ricordi dei primi giorni
di Canale 21, quando il
mio televisore aveva solo
2 canali (non c'erano i
telecomandi) e per ricercare
la frequenza di Canale
21 dovevo infilare il braccio
dietro al "cassone"
di legno del televisore
per trovare la manopola
della sintonia... Marina,quante
puntate del "Tormentone"
ci siamo visti... e quanti
commenti stimolavano in
famiglia i discorsi di
quel simpatico signore
in bianco e nero.
Angelo Manna ne aveva per
tutti, era il paladino
del popolo contro la prepotenza
dilagante...
Che possa riposare in pace,
nell'onore che merita.
Sergio Fiori da Faenza
Cara
Marina,
mi compiaccio per l'iniziativa
del "Tributo d' Onore
per Angelo". È
un gesto dovuto; è
anzi il minimo che possiamo
fare per rendere omaggio
a questa immensa figura
di maestro del vero meridionalismo.
Allego perciò alla
presente il mio pensiero
"in memoriam";
se ti piace, uniscilo senza
indugio agli altri ...
Cordiali saluti.
Lorenzo Terzi - Napoli
Carissimo
don Angelo,
lo so: è ipocrita
sciacquarsi e risciacquarsi
la coscienza con i necrologi
e le dediche post mortem.
Per la verità sono
in molti ad essere in difetto
nei vostri confronti: noi
compresi che vi amavamo
e vi stimavamo, eppure
vi abbiamo lasciato solo.
Però la colpa –
perdonate - è pure
un po’ vostra. Vi pensavamo
quasi immortale, corrucciato
Pelide sudista invulnerabile
nell’orgoglioso isolamento
di Acerra. E poi – se proprio
vogliamo dirla tutta -
ci mettevate in soggezione.
Voi rappresentavate un
rimprovero fatto carne,
un’ingombrante, fastidiosa
pietra di paragone della
classe dirigente nostrana,
ascara, pagnottista, vile,
in vendita sul mercato
dell’indegnità per
molto meno dei topici trenta
denari. Ma eravate anche
una testimonianza vivente
della nostra pochezza,
dell’inanità dei
tentativi, - generosi e
magari, a volte, eroici
- attuati da noi "nuovi
meridionalisti" per
risollevare le sorti di
questa terra e di questo
popolo, ridotto – come
scriveste un giorno - a
una "brutta razza
di pecore". In realtà
siamo sempre stati coscienti
della distanza incalcolabile
che ci separava dalla vostra
persona; tuttavia ce ne
consolavamo guardando a
quanto voi stesso, in questi
anni, avete dilapidato
senza risparmio: voti,
consensi, energie immani,
un talento inesauribile
e poliedrico. Ma si trattava,
in fondo, d’una consolazione
meschina, perché
i difetti vostri - anziché
sminuirvi - vi innalzavano
in statura, rendendovi
meridionale ancor più
verace di quanto già
non foste; e negli "eccessi"
del vostro temperamento
guascone brillavano, spegnendosi,
gli ultimi bagliori di
nobiltà della patria
napoletana.
Cosa resta, adesso, delle
battaglie politico-culturali,
del clamore delle assemblee
parlamentari e dei comizi,
della febbrile e colta
attività pubblicistica,
delle tribune televisive?
Niente, forse, se non il
sonno dell’estrema pace,
sebbene foscolianamente
confortato di pianto? No,
caro don Angelo: non ci
credo. Nessuno di noi può
crederci sul serio. Per
darci una ragione della
vostra scomparsa preferiamo
riportare alla memoria
un detto che voi – appassionato
cultore dei fasti della
dinastia sveva - amavate
ripetere spesso nel corso
degli incontri con noi
"discepoli" estemporanei.
Sono le ultime parole pronunciate
da Manfredi di Hohenstaufen
prima della disfatta nella
fatale battaglia di Benevento.
Rivolgendosi ai fedeli
rimastigli accanto nell’ora
della sconfitta e della
fine - sparuti e oppressi
da una nera nube di angoscia
per il destino che stava
per compiersi - il principe,
atteggiando il volto a
regale serenità,
affermò sorridendo:
"La morte? La morte
è un dettaglio...".
Con affetto
Lorenzo Terzi
"Coloro
che non riuscirono a morire
massacrati? Scesero dai
monti e deposero le armi.
Si vendettero finanche
l'onore delle figliolette
e delle madri per togliere
il disturbo. Scesero dai
monti per prendere la via
dell'unica speranza di
vita che la matrigna Italia
fosse capace di additar
loro: l'America... un passaporto
rosso, una mappatella appesa
ad una mazza, la morte
nel cuore. E fu l'emigrazione
... Andò al porto
di Napoli, l'Italia degli
intellettuali, a vederli
partire... Fu soltanto
capace di cantarci sopra,
di sventolare fazzoletti,
di intonare canzoni lacrimose...
Partono 'e bbastimente
pe tterre assaje luntane...!
Versò qualche lacrimuccia
vigliacca. Tornò
a casa, mangiò con
buon appetito, e si fece
la controra. Prosit, Italia
degli intellettuali ...".
DAL LIBRO "QUEGLI
ASSASSINI DEI FRATELLI
D'ITALIA" Con dedica
scritta a penna: "AD
ALFONSO CERRATI VIVA LU
'RRE!! DA BORBONICO A BORBONICO
CON TANTO AFFETTO...ANGELO
MANNA"
Posso aggiungere solo il
mio pianto inconsolabile.
Alfonso Cerrati - Sicilia
Era
meglio che non accendevo
il computer.. ma a che cosa
sarebbe servito se non a
rinviare questa tristezza
immensa che ha oscurato
all'improvviso il mio cuore...
non conoscevo bene il Caro
Angelo Manna ma.... quel
poco mi ha fatto capire
che era una persona speciale...
che era interprete di un
periodo ansioso e tragico
della crisi di un popolo,
alla ricerca di nuove sorgenti
di piacere, di bellezza,
di ideale...di una vita
vissuta con tutte le energie
di una tensione continua
verso qualche cosa di più
elevato... che dire se non...
nella sua grande vita c'è
un pó quella di ogni
NAPOLETANO!!!
Carlo Alberto Paolino