lui
fu l’oblio
(Saggio,1996),
Luigi MolInaro
del Chiaro
: gran bel
pudore spudorato,
il suo (Saggio,1996),
In primis
feriae
(sugli avvocati
napoletani
del Cinque
e del Seicento),’O
Quatto ’e Maggio
nella storia
di ieri (dal
1500) e di
oggi (1996),
Italia,
Italia, Italia,
comprendente
saggi su Italia,
Gran Madre
delle selve
montane e dei
cicli vitali,
su Federico
II e il suo
sogno italiano,
sul bellum
italicum mirante,
da parte degli
italici, all’ottenimento
della par condicio
(dal 90 a.C.
a Mario e Silla).
Ma il suo lavoro
più
conosciuto
è L’Inferno
della Poesia
Napoletana,
un’antologia
di poesie napoletane
proibite
(prima edizione
1974) giunta
alla terza
edizione nel
1991.Copie
dell’Inferno
sono nelle
Americhe, in
Canada, in
Germania, nelle
biblioteche
di numerose
università
italiane e
straniere.
Il pregio dell’opera
consiste nell’assoluta
serietà
con la quale
vengono criticamente
presentati,
per la prima
volta in Italia,
i Poeti e le
loro Poesie
clandestine.
La critica
ha mostrato
di apprezzare
molto, oltre
L’Inferno,
i citati tre
saggi (su Emmanuele
Rocco,
Luigi Molinaro
del Chiaro
e Nicola
Capasso).
Ma Angelo ha
scritto anche
un’interessante
controstoria
delle origini
di Napoli Partenope,
le Sirene,
Ulisse che,
ancor prima
di essere pubblicata,
andava già
facendo scalpore
negli ambienti
che ne hanno
conosciuto
gli argomenti
e il modo tutt’affatto
singolare con
il quale sono
stati affrontati.
Angelo stava
scrivendo
La più
bella storia
d’amore della
Napoli della
fine del Cinquecento
: stava ricostruendo,
cioè,
i momenti felici
della grande
passione dalla
quale vennero
travolti Maria
d’Avalos e
Fabrizio Carafa
d’Andria (1590),
e il martirio
volontario
che gli amanti,
ormai scoperti,
subirono, per
mano del marito
e cugino di
lei, Carlo
Gesualdo, il
madrigalista
più
famoso d’Europa.
Purtroppo non
è riuscito
a portarla
a termine...
Angelo se n’è
andato quasi
all’improvviso
per un ictus
cerebrale l’11
giugno 2001
dopo 47 giorni
di sala di
rianimazione,
lasciando nello
sgomento la
moglie, i figli,
la famiglia,
gli amici più
cari. E’ stato
un uomo che
ha dato conto
di sé,
lasciando in
ogni modo un
segno alle
generazioni
future. Ha
vissuto la
sua vita coerentemente
col suo modo
di pensare,
raccogliendo
le continue
sfide senza
tirarsi indietro,
pagando in
prima persona,
senza mai calar
la testa, con
coraggio e
dignità.
Attraverso
i numerosi
scritti ha
tentato di
risvegliare
le coscienze
dei suoi conterranei
con uno stile
spesso