associazione culturale amici di Angelo Manna

 

 

 
solidi e liquidi? Vuoi mettere la differenza? che razza di protesta sarebbe stata...?”
Cambio palo come dice il giocatore di tressette: il debutto a Montecitorio come è andato? “Di questo parliamo dopo, ti voglio dire, però, che mi sono subito incazzato. Proprio sulla mia testa dovevano mettere la tabella con i voti del plebiscito di Napoli del 1860? Quella fu una vergogna che fornì la prova inconfutabile della collisione tra potere politico e camorra: tutti sanno, infatti, che il plebiscito fu manovrato da Tore 'e Crescenzo e dalle altre paranze napoletane. Oggi queste situazioni si definiscono "isole di impunità" che il potere a tutti i livelli assicura alla camorra ma la sostanza non è cambiata.”
E allora parliamo di camorra: tu, mi pare, hai detto una cosa aberrante del tipo che la camorra si può combattere solo andando incontro ai camorristi... “Anche qui non sono stato capito, la mia era una provocazione contro tutti quelli che non fanno il proprio dovere e che hanno consentito che la camorra entrasse nel circuito sanguigno della città, nel codice genetico della napoletanità. Sono stato frainteso ed allora chiarisco: io ce l'ho perfino con la Chiesa e con il mio amico Don Riboldi che guida le marce della pace e che come vescovo dovrebbe opporsi alla camorra come si oppose in Sicilia alla mafia. Ora mi dicono che Don Riboldi si è arrabbiato con me e che avrebbe detto durante la campagna elettorale che io sarei stato portatore di minacce contro di lui. Cose inaudite. Io conduco da sempre una battaglia frontale contro tutte le storture di Napoli e da deputato uno dei primi doveri che assolverò è una visita al carcere di Poggioreale e a quello di Santa Maria Capua Vetere. Bisogna cercare di capire, insomma, io per ora dico solo che provo ribrezzo per le torture e che la storia dei pentiti non mi convince. Sembra riduttivo, ma lo è fino a un certo punto: io vorrei che si ritornasse al gioco del rispetto delle parti come facevano in Guardia e Ladri.”
Torniamo a Montecitorio. Magari non piscerai addosso a nessuno, comunque è vero che negli interventi ufficiali ti esprimerai soltanto in dialetto? Se è vero, mi sembra una caduta verticale di tono. “Mai e poi mai, mi sforzerò, anzi, di esibire un italiano irreprensibile in modo che tutti possano capire la rabbia che mi porto appresso.”
Ma qual'è questa rabbia, io mica l'ho capito?“Se l'Italia vuole essere una deve fare i conti con il Sud.
E il Sud deve riavere