schierarmi.
Vado alla Camera
per rappresentare
tutta la circoscrizione
di Napoli e
Caserta, tutto
il Sud. Il
mio distintivo
lo lascio fuori
dal Parlamento.
Non mi interessa
questo a chi
giovi: accetto
qualsiasi proposta,
basta che sia
a favore del
Sud.
E' vero che
in Parlamento
ha intenzione
di parlare
solo napoletano?
"Parlare
in napoletano
non significa
parlare in
dialetto, ma
schierarsi
a favore del
Sud. Comunque,
non escludo
che se sarà
necessario
farò
i miei interventi
in dialetto".
E se non la
capiscono?
"Non m'
interessa il
problema è
loro. Si cerchino
un interprete".
Vuole fare
la parte di
Masaniello
anche in Parlamento?
"Per farmi
un complimento
alcuni intellettuali
mi hanno soprannominato
"Masaniello".
Ma, sono una
massa di ignoranti:
Masaniello
era un personaggio
squallido,
manovrato dai
potenti, e
alle sue spalle
c'era la camorra".
E allora lei
come si definisce?
"Non ci
ho pensato.
Forse, un leone
imbecille".
Porterà
a Montecitorio
la battaglia
a favore della
Repubblica
Partenopea?
"Si dovrebbe
cominciare
da Napoli,
ma il disegno
è più
ampio".
Un Regno delle
due Sicilie?
"Non Regno
ma Repubblica
delle due Sicilie".
Cioè
dovremmo tornare
indietro di
un secolo?
"Indietro
non si torna
mai, perchè
il tempo non
si ferma mai.
Per noi, significherebbe
andare avanti.
Noi meridionali
davanti al
mondo siamo
camorristi,
contrabbandieri,
delinquenti
e prostitute".
Ma come dice
lei stesso,
la storia è
scritta sui
libri. Può
mai negare
l'evoluzione
sociale, politica
e culturale
avvenuta in
questi 123
anni? "Non
c'è
stata. Noi
abbiamo subito
una grande
involuzione.
Eravamo un
paese libero
con dei tiranni
a capo, ora
siamo un paese
schiavo con
dei tiranni
che ci tirano
i piedi, che
sono al servizio
di una classe
dirigente politica,
economica,
una classe
guida che fa
schifo.
Ora anche lei
farà
parte di questa
classe distinta...
"Sì,
per far capire
al popolo chi
sono i ladri
e gli assassini
che ci